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LA NOSTRA STORIA

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Dopo qualche anno di traslochi, trambusti e peripezie, è cresciuto in noi il desiderio di fermarci in un luogo che potessimo chiamare e sentire casa, di annullare le distanze, di gustarci le giornate. Era Natale del 2014 quando ci siamo trasferiti a vivere a Bazzano, un piccolo paesino sulle prime colline dell’Appennino parmense, con le nostre figlie Anna e Vittoria e la cagnolona Mina. Si respira bene qui, c’è un bel paesaggio, molto verde tutt’intorno e tanti uccellini che cantano.

Nel 2015 abbiamo preso un pezzettino di terra (poco più di un ettaro) appena fuori il nucleo abitato, giusto poco più in là della pieve, però lontano, tranquillo, con alberi e rovi di more a tenerlo abbracciato. Un posto pieno d’energia e di raro silenzio. Quanto è prezioso questo silenzio che permette ai pensieri di essere ascoltati! Tutta quella pace ci ha ammaliati e, attorno a lei, abbiamo parlato, discusso, ipotizzato, studiato e progettato una vita nuova.
Vogliamo provare la via dell’agricoltura” ci siamo detti considerando tutti i benefici che da questa sarebbero arrivati per noi come individui e per noi come famiglia.

Nella primavera del 2016 siamo scesi in campo e abbiamo iniziato col trapianto di minuscole talee biologiche di lavanda e lavandino. Abbiamo proseguito nelle settimane successive con la recinzione e l’allestimento dell’Orto; a fine agosto, con l’impianto dei bulbi di Crocus Sativus L..

Ve l’ho raccontata in poche righe, ma sono stati mesi davvero intensi, di entusiasmo, fatica fisica ed emotiva,di sbagli, ripensamenti, soddisfazioni, tanta felicità e tanta paura, però sempre convinti nel cuore che almeno la direzione fosse quella giusta per noi.
Abbiamo imparato ed esperito quanto la Natura ci sia compagna, amica e maestra generosa. Lo zafferano è buono e di prima categoria di qualità e il campo di lavanda è pieno di farfalle, api e profumo.

Così sono trascorsi due anni e poi è finalmente arrivato il magico luglio 2018!
Tra duro lavoro e notti insonni ci poniamo domande sul passato, sul presente e sul futuro…scatenando la tempesta prima della quiete.
Iniziamo considerazioni su tutto!
Poi la tempesta è finita quando abbiamo capito che in questi anni, pur belli, avevamo messo nel cassetto la parte più sensibile e creativa di noi, preoccupandoci troppo solo dell’aspetto concreto del lavoro.
Siamo agricoltori? Siamo quello che siamo e lo dobbiamo mantenere in ogni istante della nostra vita.

Entrare nel nostro campo non solo come persone che lavorano la terra, ma che anche la guardano con la meraviglia nel cuore, la poesia nelle orecchie, la curiosità negli occhi e percepire l’Arte, la Natura e il sentimento mescolarsi nei suoni, nei colori e nelle forme di ciò che ci circonda, ci permette di vivere un’esperienza di quotidianità straordinaria a cui non rinunceremo più… E tutto è finalmente chiaro.

Siamo quello che siamo e lo dobbiamo mantenere in ogni istante della nostra vita.

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